ponte antico del Turia

5 Antichi ponti del fiume Turia a Valencia

I ponti di Valencia sul fiumeTuria

Oggi scopriamo insieme gli antichi ponti di pietra sul fiume di Valencia che oggi  non c’è più, prosciugato e sostituito dai Giardini del Turia, ma che i valenziani continuano a chiamare el Rio, cioé il fiume in spagnolo.

La Storia degli antichi ponti di Valencia

La città di Valencia fu fondata più di 2000 anni fa dal console romano Giunio Bruto, su una piccola isola che si era formata nel fiume Turia, che arrivato a un certo punto si divideva in due bracci, per poi riunirsi prima di arrivare a mare.

Essendo attraversata dalla via Augusta, Valentia aveva quindi in principio quattro ponti, uno nella zona dove oggi troviamo il ponte di Serranos e gli altri negli altri puunti cardinali.

Il secondo braccio del fiume con il tempo fu  prosciugato e coperto di terra.

Durante i secoli fu costruita una prima muraglia araba intorno alla città e poi una seconda  cristiana più grande, restando peró nello stesso luogo il muro che separava la città dal fiume. In corrispondenza di ognuna  delle 5 porte dal lato del fiume vi era un ponte, per questo motivo gli antichi ponti di Valencia, costruiti tra il secolo XV E XVII sono solo 5.

Sino alla fine del XIX secolo, quando vennero abbattute le mura e si iniziò a ampliare la città, non ne vennero costruiti altri. Tra questi si ricorda il bellissimo ponte della Exposición, inaugurato nel 1909 con decorazioni dell’Art-decó in occasione della grande Esposizione Regionale, ma che fu distrutto dall’inondazion nel 1957.

Si trovava dove oggi è uno dei ponti di Calatrava, che ha preso  ufficialmente lo stesso nome, ma che tutti chiamano “La Peineta”

Non solo l’ultima ma varie inondazioni danneggiarono o distrussero i ponti di Valencia lungo la storia, spesso vennero riparati o ricostruiti, sino a quando dopo l’inondazione del 1957 si decise di deviare il fiume al Sud di Valencia, restando il suo letto asciutto dal 1973.

Tutti i ponti successivi furono quindi costruiti sul letto del fiume senza acqua sotto. Alcuni degli antichi furono ampliati per poter dar passo all’intenso traffico, altri furono trasformati in pedonali per evitare che il peso dei grandi autoveicoli potesse dannegiarli. Ci sono quindi attualmente a Valencia 5 ponti antichi, di cui tre sono solo pedonali.

Ponte della Trinità secolo XV

È il  ponte più antico della città costruito in pietra e ancora esistente.  Possiede 10  archi ed é lungo quasi 160 metri. Maestro dell’opera realizzata all’inizio del 1400 fu Mateu Texido, ma in realtá anche questo ponte dovette  essere ricostruito dopo l’inondazione del 1517 e quindi potrebbe essere datato nel XVI secolo.

Durante un periodo fu chiamato ponte dei Catalani, perché sembra che un gruppo di abitanti provenienti  dalla Catalogna presero casa in zona, mentre il suo nome attuale deriva dal vicino convento della Trinità che si trova attraversando questo  ponte  gotico. Su questo vi  sono dal 1942 due statue di Santi di uno scultore italiano, che erano prima sul ponte di San Giuseppe  e di cui scrivo più sotto.

Ponte di Serranos secolo XVI

Ponte di Serranos è il secondo degli antichi ponti di Valencia. Il nome deriva dal fatto che questo ponte si trovi giusto davanti alla porta di Serranos, una delle due porte di Valencia ancora esistenti. Serranos come per il prosciutto spagnolo deriva dalla parola Sierra, che vuol dire catena montagnosa.

Attraversando questo ponte e passando sotto le Torri di Serrano, arrivavano a Valencia gli abitanti della Sierra, detti appunto Serranos. In epoca musulmana esistevano gía un ponte e una porta in queato punto, e infatti la porta si chiamava  di Al-Qántara (il Ponte) propio perché esisteva già una stuttura per attraversare il fiume proprio in corrispondenza di questa porta.

Fu costruito a metà del XVI secolo sotto la direzione di Juan Bautista Corbera. Dispone di 9 archi e da pochi anni è diventato solo pedonale come il ponte del Mar.

ponte antico del Turia

Ponte del Mar secolo XVI

Costruito negli ultimi anni del XVI secolo è probabilmente il più bello dei cinque ponti sul Turia. Una volta, mentre ne raccontavo la storia a un gruppo di amanti della bicicletta valenziani, ricordai che all’inizio di questo secolo veniva attraversato dal tram, ma uno dei ciclista sui 60 anni, chiedendomi scusa mi disse che mi sbagliavo.

Peccato che esistono foto che lo dimostrano. Il nome viene evidentemente dal fatto, che anche se distante dal mare, conduceva a quello che era anticamente il cammino per arrivare al Mediterraneo.

Una piscina rotonda sotto il ponte, ci permette di avere una visione di come potevano essere questi ponti, quando sul letto del Turia, scorreva ancora un fiume. Attualmente da una parte e dall’altra ci sono due belle scalinate.

Il ponte del Real secolo XVI

Conosciuto anche come ponte del Temple, prende il nome dal vicino palazzo del Real  distrutto nel 1810 e a cui si arrivava attraversandolo. Le prime notizie di un ponte in questo luogo risalgono al 1350 circa, ma dopo essere stato riparato e ricostruito completamente varie volte a causa dell inondazioni, nel 1595 si decise di costruirlo in pietra, terminando i lavori tre anni più tardi. Iniziati da altri, i lavori furono terminati da Joan Pasqual, maestro della costruzione di mulini, l’unico capace di risolvere le difficoltà della costruzione.

Tra il materiali usati, anche lapidi del cimitero del vicino Convento di San Domenico. Il ponte originale aveva una lunghezza di 167 metri e una larghezza di 9,50 metri, con 10 archi e una scala per accedere al fiume sottostante.

Su questo ponte troviamo due statue rappresentanti rispettivamente San Vincenzo Martire e San Vincenzo Ferrer ad opera dello scultore Vicent Leonart Esteve. Il ponte fu ricostruito e ampliato nel 1966 dall’ingegnere Alberto Oñate a seguito dell’inondazione del 1957.

Dal 1968 il ponte è largo 27,30 metri. Per questo ponte furono realizzate  nel 1609, 4 statue di santi a Genova, ma durante il trasporto in nave questa fu assaltata dai pirati,  e le statue non toccarono mai le terre valenziane.

Ponte di San Giuseppe secolo XVII

L’ultimo degli antichi ponti dell’antico letto del fiume Turia di Valencia a essere costruito fu quello di San Giuseppe.

I primi dati storici sulla presenza di un ponte in questo luogo, risalgono alla fine del 1400, ma la sua costruzione attuale in pietra fu realizzata dal 1604 al 1607. Opera di Jerónimo Negret y Sebastián Gurrea. Possiede tredici archi, meno ampi di quelli degli altri ponti.

Su due antibecchi, (parti del pilastri dei ponti per separare il flusso delle acque) vi erano due sculture, opera dell’italiano Iacopo Antonio Ponzanelli del 1693,  che rappresentavano San Luigi Bertrán e San Tommaso di Villanueva trasferite poi nel 1942 sul Ponte della Trinità.

Sul ponte di San Giuseppe troviamo invece oggi una scultura del patrono delle Fallas, San Giuseppe falegname con un bambino. Durante la storia prese vari nomi, tra i quali  Ponte Nuovo, dela Zaidía e della Santa Croce. Fu costruito vicino al convento di San Giuseppe e Santa Teresa e arrivava alla porta di San Giuseppe, abbattuta nel 1868. Da qui il suo nome. Da poco tempo anche questo ponte è diventato pedonale.

La visita guidata ai ponti antichi e alla loro architettura si combina perfettamente con una bella passeggiata nei giardini del Turia dove si vedranno anche 3 ponti più moderni: Il Ponte della Esposizione, il Ponte di Legno e il Ponte dei Fiori.

Questa visita  di Valencia si può realizzare sia a piedi, sia come parte del bike tour del Centro storico o del bike tour dalla Città Vecchia all città delle Arti e le Scienze. In ogni caso un’esperienza molto interessante

Alessandro Girardi

Se ti sembra interessante e vuoi realizzare la visita guidata

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museo della Scienza Valencia

Museo delle Scienze di Valencia. Cosa vedrai dentro? 🚀

La stuttura del museo delle Scienze di Valencia

Il Museo delle Scienze di Valencia, chiamato “Museo de las Ciencisas Principe Felipe” è per prima cosa una grande opera architettonica realizzata a Valencia da Santiago Calatrava, costruita nell’antico letto del fiume di Turia.

È uno degli edifici centrali della Città delle Arti e delle Scienze di Valencia. Ha una superfice totale di 42.000 metri quadrati, su 4 piani e un totale di 26.000 metri quadrati di esposizioni.

Colpiscono particolarmente i suo elementi costruttivi, cemento armato bianco, acciaio  e pareti coperte da mosaici di pezzettini di ceramica, anch’essi bianchi.

museo delle Scienze di Valencia

Tutto un lato è costituito da una vetrata gigantesca che seconod l’artista Santiago Calatrava, rappresenta una cascata.

Le esposizioni fisse

Ma cosa possiamo trovare dentro il museo delle Scienze? Ci sono delle esposizioni stabili e altre temporali, anche se ogni tanto anche quelle “fisse” vengono modificate o spostate.

Sicuramente è un museo speciale, dove è vietato non toccare e dove si può sperimentare e comprendere la scienza in modo diverso che da un libro o guardano un documentario in TV o sullo Smartphone.

Tra le esposizioni fisse inizierei da quella dedicata ai viaggi spaziali e ai razzi, alle navicelle e a tutta l’attività di osservazione scientifica dello Spazio.

Seconda sezione dall’infinitamente grande dello spazio, ci porta all’infinitamente piccolo con “il bosco dei Cromosomi” che ci fa comprendere, attraverso isolette dedicate ad ogni cromosoma, come funziona il corpo umano e ci avvicina al mondo delle Genetica.

Terza sezione “Gli Scienziati” ci racconta la vita, la storia, gli studi, le scoperte di alcuni scienziati con tutti i premi e riconoscimenti che hanno ricevuto tra cui i premi Nobel.

I più pazienti possono assistere alla nascita di un pulcino. Infatti ci sono due incubatrici, dove piano piano durante il giorno i pulcini rompono il guscio e iniziano la loro vita.

CLICCA E GUARDA IL VIDEO DEL PULCINO

Attività didattiche

All’interno del Museo si svolgono ogni giorno delle attività didattiche molto divertenti e di breve durata. Gli orari sono indicati all’ingresso ed è necessario pagare un supplemento per poter partecipare.

Certo se non capite lo spagnolo e non avete una guida che vi spieghi a traduca, non potrete sfruttarle al massimo. Ma in fondo all’articolo c’è una soluzione.

Esposizioni Temporanee

Nel momento in cui scrivo (autunno del 2024) nel Museo delle Scienze ci sono 4 esposizioni particolarmente interessanti tutte dedicate al sistema solare:

Marte: La conquista di un sogno

Questa esposizione ci porta sul pianeta rosso, nostro vicino del sistema solare, con un’esposizione che include dalle prime osservazioni di Marte, ai miti e ai film e fumetti di fantascienza, sino agli studi più attuali delle missioni su Marte. Molto interessanti le comaprazioni tra pianeta Terra e Marte. Per i nostalgici delle sale di videogiochi, si può giocare gratis a i marzianini con le tre versioni diverse.

marte1

La luna nelle tue mani

  • Evoluzione della comprensione: La mostra esplora come la nostra comprensione della Luna è evoluta, dai primi telescopi alle missioni robotiche contemporanee.
  • Influenza della Luna: Fin dall’antichità, la Luna ha suscitato curiosità e ossessione nell’umanità.
  • Storia dell’esplorazione: Dalle prime immagini inviate dal Luna 9 al momento storico in cui Neil Armstrong ha camminato sulla sua superficie.
  • Futuro dell’esplorazione: Progetti attuali come il programma Artemis e la costruzione di basi lunari e stazioni spaziali.

La Terra

Una mostra per scoprire la bellezza naturale e il difficile equilibrio in cui si trova il nostro pianeta. Impara a conoscere la vegetazione e gli animali che lo popolano, ma anche i rischi dell’inquinamento e gli strumenti con cui vieni studiato ogni giorno.

Up to the space: Missione Spaziale

L’ultimissima esposizione appena arrivata al Museo delle Scienze dove potrai sperimentare:

Addestramento spaziale: I visitatori possono sperimentare un addestramento simile a quello degli astronauti e partecipare a un emozionante lancio di razzi.

Vita nello spazio: Scopri com’è la vita quotidiana sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), inclusi l’alimentazione, il sonno e le sfide del mal di spazio.

Immagini della Terra: Goditi immagini mozzafiato della Terra dai satelliti e scopri il loro impatto sulla nostra vita quotidiana.

Candidatura per astronauta: Qui troverai informazioni su come candidarsi per diventare astronauta presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Preparati per un’esperienza fuori dal mondo! 🚀

Probabilmente vi divertirete e imparerete di più accompagnati dalla vosta guida italiana

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Se organizzate una visita guidata con sufficiente anticipo posso occuparmi di comprare per voi i biglietti di ingresso allo stesso prezzo che in biglietteria

QUALI SONO I PREZZI  BIGLIETTI  DEL MUSEO DELLE SCIENZE  PER IL 2024?

ADULTO: 9.00 EURO

BAMBINA/O DA 4 A 12 ANNI: 6,90 EURO

PENSIONATO O CON PIÙ DI 65 ANNI: 6,90 EURO

Per risparmiare esistono inoltre biglietti combinati con l’Oceanografico.

ORARI MUSEO DELLE SCIENZE DI VALENCIA

Dal 3 novembre sino al 31 dicembre dalle 10:00 alle 18.00 dal lunedì al giovedì.

Venerdì, sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00

Poi cambia l’orario i seguenti giorni:

24 dicembre: dalle 10.00 alle14.00 h
25 diciembre: chiuso
31 diciembre: dalle 10.00 alle 18.00 h

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guidalitaliana@libero.it

Last minutie musica con Dj Paul Esquire

Barrio del Carmen: 1 cultura, 2 tapas e 3 movida

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Pablo Escudero DJ

Il Famoso barrio del Carmen: Ci troviamo in una zona molto frequentata della città e, precisamente, nel distretto della Ciutat Vella. Il vivace quartiere del Carmen, o El Carme in valenciano, si trova proprio nel centro storico.

Di giorno è meta imprescindibile per gli appassionati di arte e cultura, ricco di monumenti e musei; ma anche molto amato per lo shopping alternativo. Di notte diventa l’epicentro della movida valenciana.

Plaza del Carmen venne chiamata così per la sua posizione, proprio di fronte alla chiesa di Santa Cruz e vicino al Convento del Carmen. In seguito l’intero quartiere adottò per molti questo nome e così su molte guide tutto il centro storico è identificato come Barrio del Carmen.

Come in altri spazi di Valencia, anche qui sono evidenti i segni delle varie epoche e delle numerose modifiche apportate negli anni.

È nato e si è sviluppato tra due antiche muraglie: quella musulmana del XI secolo che delimita il lato est, e quella cristiana costruita due secoli dopo. Quest’ultima, eretta sotto il regno di Pedro “Il Cerimonioso”, proteggeva il lato ovest da una possibile riconquista araba e rendeva l’area il principale punto di entrata e uscita dalla città. Sempre con funzione difensiva vennero costruiti due elementi storici particolarmente interessanti: le Torres de Quart e le Torres de Serranos.

Le prime furono realizzate tra il 1441 e il 1460 in stile tardo-gotico militare. Si possono ammirare all’incrocio tra Calle de Quart e Calle Guillén de Castro.

Le seconde,invece, erano l’entrata attraverso l’antica muraglia. Sono uno dei monumenti più importanti e meglio conservati; nonostante la loro costruzione sia avvenuta tra il 1392 e il 1398. Sono le porte di accesso in stile gotico più grandi d’Europa. Da esse si può anche apprezzare uno spettacolare panorama.

Torres play

Tra le vie del quartiere si respirano più di 1000 anni di storia. Un lunghissimo lasso di tempo in cui è stato rifugio, caserma, luogo di prostituzione, sede dell’aristocrazia araba e dimora di persone di umili origini e proletari nel periodo della Rivoluzione Industriale.

Alla fine del XX secolo fu pedonalizzato e si trasformò nel punto di incontro della gioventù di tutto il mondo, anche molti artisti underground vi si stabilirono. Qui si trovano anche l’Istituto Valenciano de Arte Moderno, il centro culturale La Beneficència, il Museo della Preistoria ed anche il Museo Etnologico. Non è distante da alcuni dei monumenti più emblematici come la Cattedrale, la Lonja de Valencia e il Mercado Central.

A questo suggestivo luogo è stato dedicato anche un libro,” El Carme: Crónica social y urbana de un barrio histórico” di Rafael Solaz Albert. Una testimonianza unica che ripercorre i suoi quasi otto secoli di storia attraverso documenti, notizie e dati inediti e 500 immagini della collezione privata dell’autore.

Dopo la visita approfittatene per trascorrere una piacevole serata all’insegna del divertimento. Potrete “tapear”, gustandovi le famosissime tapas spagnole, perfette sia come aperitivi che come vera e propria cena; o godervi la gastronomia locale o internazionale in uno dei tantissimi ristoranti presenti. Accomodatevi poi al tavolino di un bar per sorseggiare il famoso cocktail Agua de Valencia.

Gli amanti della vita notturna non si annoieranno di certo; i pub e i locali sono tantissimi e sono molto frequentati da giovani e studenti universitari, ma anche da over 30 o over 40. Numerosi sono anche i café e i locali gay, alcuni dei quali tra i più gettonati. Insomma, divertimento assicurato per tutti!

pablo escudero dj Valencia

Valencia è una città tutta da scoprire, ma questa zona in particolare non può non essere visitata. Con una guida italiana al vostro fianco sarete sicuri di non lasciarvi sfuggire nulla.

Torres play

Le Torri di Serranos. Video

Scopri con me le Torri di Serranos

Ecco il primo video  della tua  Guida Italiana  per scoprire le torri di Serranos, per chi preferisce le immagini alla lettura:

Clicca sulla foto per vedere il video in HD con Vimeo.

 

TORRI DI SERRANOS

Torres play

Salve, sono Alessando, la tua guida italiana di Valencia

Oggi scopriremo insieme le Torri di Serranos

le torri di Serranos furono innaugurate il 19 marzo 1398

su disegno dell’architetto Pere Balaguer

La loro funzione non era solo difensiva

come potete vedere avevan una funzione anche estetica

infatti a Valencia in quel momento interessava dimostrare

di essere una città forte, ricca e bella.

Le Torri di Serrano furono utilizzate come carceri per i nobili dal 1586  sino al 1888

per questo quando nel 1865 buttarono giù le mura

le torri rimasero qui.

Un porta è la struttura per entrare nella città,

ma soprattutto sono necessarie le torri

per difenderla nel caso vengano dei nemici

Le torri hanno per questo queste caratteristiche:

la prima l’altezza, 33 metri per poter vedere da lontano chi sta arrivando

secondo quando può arrivare un nemico più vicino, le feritoie permettono di lanciare frecce senza essere visti

il fossato intorno impedisce il passaggio

 e infine se arrivano sotto le mura, le botole permettono di lanciare da su pietre e pece bollente

Per scoprire i dettagli e le bellezze di queste torri,

la miglior soluzione è  visitarle con una guida turistica ufficiale

Le torri di Serrano all’interno sono completamente aperte.

Venivano usate dai Re, per tenere discorsi ai cittadini

Le torri sono ricche di dettagli e decorazioni

come per esempio le gargole

tipiche dell’archiettura gotica

Scopri le Torri di Serrano

e visita questa bella città della Spagna con

Guida Italiana Valencia

teatro e Castello di Sagunto

Alla scoperta di Sagunto

PARTIAMO ALLA SCOPERTA DI SAGUNTO

Sagunto: Questa volta partiamo alla volta di Sagunto (o Sagunt in valenciano), a circa 25 km a nord-est di Valencia.

Il capoluogo della comarca del Camp de Morvedre si divide in due parti: in alto la zona vecchia, in basso l’area portuale. Noi ci concentreremo sulla parte superiore, di grande interesse per l’inestimabile valore dei suoi resti.

Scopriamo brevemente la storia di Sagunto.

La città di Sagunto, indipendente e protetta da Roma, rappresentava un punto strategico per i commerci nel Mediterraneo.

Visse una lunga epoca di splendore e sviluppo economico sino a quando, nel 219 a.C., il generale cartaginese Annibale la distrusse dopo otto mesi di assedio e un’eroica resistenza di fronte all’invasione. Questo fatto scatenò la Seconda Guerra Punica.

In seguito all’intervento dei romani ebbe inizio un nuovo periodo di splendore e la cittadina cambiò il nome in Saguntum.

Nel VIII secolo passò sotto il dominio arabo e venne chiamata Morbiter e poi Murviedro (Morvedre o Molvedre in valenciano). Nel 1098 fu riconquistata dal Cid Campeador, anche se l’unificazione definitiva e il passaggio alla cristianità avvennero con Jaime I. Nei secoli successivi il luogo fu scosso da altri conflitti.

Da vedere c’è davvero molto

Le rovine romane, l’incantevole borgo medievale con le sue stradine tortuose e il castello che si erge sulla collina al lato della bimillenaria cittadina.

Soffermiamoci su questa struttura. La costruzione e il panorama mozzafiato sulla costa vi lasceranno a bocca aperta.

All’interno delle mura, che si estendono per quasi un chilometro, è presente anche un piccolo museo che espone una selezione della collezione epigrafica. Si tratta di una delle più ricche di tutta la Spagna.

Il castello è stato testimone del passare del tempo. All’esterno è circondato da mura di differenti epoche e stili, mentre all’interno sono presenti resti corrispondenti alle molteplici culture che vi si stabilirono.

SAGUNTOCASTILLO

Si divide in 7 aree:

1- Plaza de Almenara è la più orientale; ospita cisterne e costruzioni delle diverse epoche.

2- Plaza de Armas, o de Santa María Magdalena, costituisce il nucleo principale e più antico del castello. Potrete ammirare i resti del foro romano, templi e colonne.

3- In Plaza de la Conejera sono evidenti i segni dell’occupazione araba.

4- Plaza de la Ciudadela

5- Plaza del Dos de Mayo

6- Plaza de San Fernando

7- Plaza de Estudiantes.

La grande fortezza in passato era dotata di un ponte levatoio e venne utilizzata anche dalle truppe francesi durante la guerra di indipendenza all’inizio del XIX secolo.

Il teatro romano

Non dimenticatevi di visitare il teatro romano, parzialmente scavato nella collina, che si trova molto vicino all’immensa struttura appena citata. Sarà un altro incanto per i vostri occhi ed è una tra le prime opere d’arte in Spagna ad essere dichiarata monumento nazionale, nel 1896. Ha forma semicircolare e una capacità di 8.000 spettatori.

Recentemente è stato sottoposto ad un restauro. L’escursione vi darà l’opportunità di scoprire una delle località più suggestive della Comunità Valenciana. È perfetta anche da fare con i bambini; cogliendo l’occasione per introdurli nell’affascinante mondo della storia.

Sagunto gode di una splendida posizione, vicina al mare e non lontana dalla città, ed è ricca di monumenti. Insomma, un mix davvero eccellente e molto amato dai turisti.

Inoltre, l’ingresso è gratuito e la zona è ben collegata con treni di Cercanias dalla Stazione del Nord e dalla Stazione del Cabanyal, ma anche da autobus.

Cosa aspettate? Prenotate o regalate una fantastica visita con la vostra guida italiana Alessandro o con Jessica. A presto!

Scritto da Giulia Rosignoli per Guida Italiana Valencia

Fotografie di Jessica Cattaneo guia de turismo italiana residente a Sagunto

guidaitaliana@libero.it

museo nazionale della ceramica

Valencia è Cultura: 7 Musei di Valencia

7 Musei di Valencia

Turismo e cultura sono davvero un connubio perfetto. Questa volta ci inoltreremo nell’affascinante universo dei musei di Valencia, alla scoperta della storia, dell’arte e dell’architettura. Sono più di 45, alcuni dei quali quotati a livello internazionale.

Siete pronti per la nostra nuova avventura?

Benvenuti alla sezione: 7 Musei di Valencia. Si parte.

1-       1 Museo Arqueológico dell’Almoina

Sotto il suolo di Valencia si trova l’antica città romana. Percorrete di nuovo le strade di 2000 anni fa visitando i principali resti archeologici. Considerato uno dei migliori centri archeologici europei, è il risultato di scavi effettuati nell’area dell’attuale Plaza de la Almoina.

Grazie ai lavori svolti è stato possibile recuperare i resti della città a partire dalle sue origini ed attraversando i diversi periodi storici che si sono susseguiti. La domenica e i giorni festivi l’ingresso è gratuito.

2-     Museo  Fallero

Nasce per commemorare il mondo de Las Fallas, la più sentita festa valenciana. Il museo conserva parte della storia della coinvolgente festa, piena di tradizione e abitudini secolari. Al suo interno è esposta una collezione composta da tutti i personaggi che sono stati salvati dalle fiamme.

Diverse stanze ospitano i ninot delle Fallas, i caratteristici pupazzi che vengono esposti in ogni quartiere. Si trova nella parte meridionale di Valencia, vicinissimo alla Ciudad de las Artes y las Ciencias.

3-     Museo de las Ciencias Principe Felipe

All’interno della Ciudad de las Artes y las Ciencias, è uno spazio adatto a grandi e piccini. Si tratta di un museo scientifico interattivo con una particolarissima forma che ricorda lo scheletro di un enorme balena. Anche solo a guardarlo dall’esterno è un vera delizia per gli occhi.

Suddivise nei tre piani, in quasi 30.000 metri quadrati, troverete esposizioni interattive e animazioni scientifiche per conoscere le nuove tecnologie e i progressi della scienza. Non perdetevelo!

Museo delle Scienze Valencia

 

4-            Museo Nacional de Cerámica y Artes Suntuarias «González Martí»    

Venite ad ammirare le splendide collezioni di ceramiche, appartenenti alle famiglie più importanti della Spagna. È ospitato all’interno del Palacio del Marqués de Dos Aguas, appartenuto in passato ai marchesi Dos Aguas. La raccolta parte da reperti appartenenti al Medioevo.

5-     MUVIM (Museo Valenciano dell’Illustrazione e della Modernità)

Inaugurato nel 2001, propone un’esposizione permanente e numerose mostre temporanee suddivise nelle diverse sale su vari piani. È uno tra i più famosi che potrete visitare qui e rappresenta un nuovo concetto di spazio artistico. Si trova in un edificio progettato dall’architetto Guillermo Vázquez Consuegra.

6-    CCHH: Centro Culturale Hortencia Herreo

Il Centro di Arte Hortencia Herrero fu inaugurato nel 2023 grazie alla volontà della sua mecenate nell’antico palazzo della famiglia Valeriola.

7 musei di Valencia

Accoglie opere di arte contemporanea e particolarmente interessanti son i 6 site-specific, cioè opere d’arte realizzate appositamente per essere inserite negli spazi del Museo: Jaume Plensa, Tomás Saraceno, Olafur Eliasson, Cristina Iglesias, Sean Scully, Mat Collishaw.

In una sala sotterranea si può vedere un lungo tratto delle mura del Circo Romano

7-     Museo de Bellas Artes 

Per terminare in bellezza con i 7 Musei di Valencia: Belle Arti: Una delle pinacoteche più importanti della Spagna che attira studiosi da ogni parte del mondo. Dalla sua apertura sono ormai trascorsi quasi due secoli. Al suo interno quasi 2000 opere principalmente di artisti valenciani, ma anche quadri di artisti come Andrea del Sarto, Van Dyck, Murillo, Velázquez o Goya. Si trova in Calle San Pío V

I 1000 volti di Valencia

La città ha mille volti ed è ricchissima di opportunità. Prenotando i tour dei musei in italiano parteciperete ad un’avventura unica, immersi nella cultura e nell’arte.

Tour di Musei

Ci sono varie combinazioni possibili  per visitare i 7 musei di Valencia. Ecco alcune proposte per visitarli mettendoli insieme in 3 tour. Ecco alcune possibilità:

  1. Museo Fallero e Museo delle Scienze. Si trovano a poca distanza a 10 minuti passeggiando lungo le Opere di Calatrava.  Di mattina o di pomeriggio è possibile visitarli insieme.  Durata della visita 2 ore e mezza. 40 euro a persona  biglietti inclusi (minimo 4 persone)
  2. Museo Archeologico dell’Almoina, Museo Nazionale della Ceramica e Muvim : si trovano nel centro storico di Valencia ed è possibile visitare i tre musei in 2 ore e mezza.  30 euro a persona  biglietti inclusi (minimo 4 persone)
  3. Centro Arte Hortencia Herrero e Museo Belle Arti: Per gli amanti dell’arte un esperienza incredibile alla scoperta dell’arte valenziana, spagnola e internazionale dall’arte Gotico all’arte contemporea. In questo caso c’è da fare una piccola passeggiata o si può prendere un autobus o un taxi. Durata totale del tour 3 ore e mezza. (80 euro a persona minimo 2 persone o 50 euro a persona minimo 4 persone sempre con i biglietti inclusi)

Se decidete di acquistare il pack dei 3 tour per visitare i 7 Musei di Valencia, ci sarà un piccolo regalo per voi: un ventaglio dipinto a mano da un grande artigiano di Valencia.

Rendete speciale la vostra vacanza, portando a casa non solo souvenir, ma soprattutto nuove esperienze e itinerari che soddisferanno la vostra curiosità e la vostra voglia di sapere.

scritto da Giulia Rosignoli per Guida Italiana Valencia

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sagrada famiglia Valencia

Viaggi natalizi: presepi da scoprire

sagrada famiglia Valencia

Il Natale si avvicina e Valencia è la meta ideale per vivere questo periodo in allegria.

Durante le feste si trasforma in un luogo magico, ricco di eventi e celebrazioni.

La tradizione del presepe qui è sempre molto sentita e ve ne sono davvero tantissimi in tutta la città e nei paesi vicini. Sono spesso autentiche opere d’arte e vengono allestiti nelle piazze, nei luoghi religiosi, vicino ai caratteristici mercatini natalizi, ma anche in molti musei e centri commerciali. Alcuni di essi sono ormai molto famosi

In spagnolo il presepe si chiama Belén, che vuol dire Betlemme, luogo in cui secondo i Vangeli nacque Gesù

.

Partiamo dal Belén de Roca, il più grande di Valencia e quello con il maggior numero di figure di tutta la Spagna. Da 26 anni il celebre maestro presepista Melchor Almela Lagarda realizza quest’opera monumentale con la sua famiglia e la collaborazione di alcuni amici. Si trova a pochi chilometri dalla città, nel quartiere Roca de Meliana (Horta Nord) in Calle San Isidro 43.

Di dimensioni monumentali anche il Belén de la Plaza de la Reina. Venite ad ammirarlo, vi sembrerà di essere davvero nel cuore di Betlemme! Negli anni precedenti si trovava in Plaza del Ayuntamiento, poi è stato spostato in Plaza de la Reina, vicino alla Cattedrale.

presepe valencia panoramica

Il Belén del Ayuntamiento è un’opera realizzata dall’Asociación de Belenistas all’interno del Salón de Cristal nel Palazzo del Comune e comprende ben 150 figure, 300 animali e tantissimi altri pezzi. Alcune di queste statuine sono state prodotte da artisti italiani.

Lasciatevi incantare dal Belén de la Catedral, nella cappella di San Vicente Mártir.  È reso ancora più suggestivo dall’atmosfera spirituale del luogo. Potrete trovarlo fino al 7 gennaio.

Nel Belén de la Basílica San Vicente Ferrer, nella Calle Cirilo Amorós , sono inserite oltre 200 figure e una decina di scene differenti, tra cui l’Annunciazione e l’Esodo.

È molto famoso anche il Belén del Museo Nacional de Cerámica, un presepe napoletano allestito all’interno del Palacio del Marques de Dos Aguas, con 29 figure di dimensioni differenti, tra i 10 e i 40 centimetri. L’ingresso è gratuito. I personaggi sono creati con diversi materiali: filo di ferro, stoffa, terracotta, vetro e legno. Nulla è stato lasciato al caso: la composizione generale e la disposizione delle figure sono state accuratamente studiate e modificate.

Immancabile anche il Belén en el Metro Colón, nella sala Lametro. Molto particolare con i pezzi e le scene disposti in forma circolare.

Nel cuore della città si trova anche il Belén de las religiosas San José de la Montaña, fatto dalle suore (ad eccezione delle statuine). I numerosi pezzi hanno oltre 50 anni di età e sono perfettamente conservati. Nell’opera le suore riproducono molteplici scene oltre alla classica Natività.

 

Altri presepi molto interessanti sono quelli del Centro de Artesanía de la Comunidad Valenciana, del Mercado Central e della Ciudad de las Artes y las Ciencias (un complesso architettonico composto da cinque strutture).

 

Insomma, ve ne sono davvero per tutti i gusti: classici e tradizionali, in miniatura o con statue a grandezza naturale, originali e moderni e persino di pane e cioccolata. Sono un’attrazione sempre viva per grandi e piccini ed un modo originale per scoprire la capitale della Comunità Valenciana.

Approfittatene per godervi le luci, gli addobbi, i colori e i sapori tipici. Una visita guidata in italiano, sarà un’occasione unica e piacevole per tutta la famiglia e uno splendido regalo di Natale.

¡Felices Fiestas a todos! 

Scritto da Giulia Rosignoli per Guida italiana Valencia

paella valencia

5 Cose interessanti di Valencia

5 grandi idee made in Valencia

La bellezza di Valencia è nota, ma sapevate che questa città è anche la patria di numerose scoperte e invenzioni? Alcune di esse sono popolari in tutto il mondo. Scopriamone insieme 5 cose interessanti di Valencia famosissime. Siete pronti? ¡Vamos!

Le 5 grandi idee nate a Valencia

La Radio

1- La radio Spesso può risultare difficile attribuire la paternità di una grande scoperta ad una sola persona, come in questo caso. Guglielmo Marconi viene storicamente considerato l’inventore della radio, ma in realtà non fu così.

A lui si deve la messa a terra del filo e diversi miglioramenti apportati, ma lo strumento era già stato ideato. Secondo alcuni studi fu Don Julio Cervera Baviera che sviluppò i principi dell’apparecchio per scopi militari.

Giornata mondiale del Libro

2- Giornata Mondiale del Libro Amanti della lettura, conoscevate l’origine di questa ricorrenza? Ecco la seconda delle 5 grandi idee originali di Valencia.

L’idea fu promossa dallo scrittore, traduttore e giornalista Vincent Clavel Andrés. Re Alfonso XIII istituì il 6 febbraio 1926 una Giornata del Libro celebrata in tutta la nazione.

Inizialmente venne proposta la data del 7 ottobre, successivamente spostata al 23 aprile, giorno della festa di San Giorgio, e divenne festa internazionale nel 1996 per volontà dell’Unesco.

La data scelta è tutt’altro che casuale dato che proprio il 23 aprile morirono tre grandi scrittori: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega.

La stilografica e la tachigrafia

3- La Stilografica e la tachigrafia Francisco de Paula Martí Mora, vi dice niente questo nome? Grazie al suo estro sono state scritte tantissime parole, ma non compare mai nei libri di storia.

De Paula Martí Mora inventò nel 1803 una penna stilografica con piuma in grado di scrivere per tre o quattro ore senza dover immergere la punta, facilitando così notevolmente il compito degli scrittori.

A lui si devono anche la tachigrafia spagnola, ossia una tecnica di scrittura basata su segni convenzionali, e un alfabeto per sordomuti.

La Paella

paella valencia

4- La paella: Parliamo ora del piatto spagnolo più conosciuto al mondo.

Ecco la quarta delle 5 grandi idee.

La prima ricetta di questa specialità fu rinvenuta in un manoscritto del XVII secolo e verso la fine del secolo era già nota in tutto il territorio spagnolo.

Deve il suo nome alla padella in cui viene preparata che deriva dalla parola latina patella. Questo tipico riso spagnolo ha origine nelle zone rurali.

Le prime versioni vennero realizzate con ingredienti della palude come anguilla, fagiolini e lumache.

A causa della mancanza o della difficile reperibilità di questi ingredienti in alcune regioni vennero furono sostituiti con carne di coniglio e pollo.

Ne troverete numerose versioni, tutte da provare. Venite a godervi questa delizia.

La Coca Cola di Valencia

5- La Coca Cola Non ci crederete, lo so, ma anche la Coca Cola ha origini valenciane, o almeno così sembra. Al mistero della sua ricetta si aggiunge dunque quello della sua nascita.

Grazie ad uno studio realizzato dalla BBC per i 125 anni del celebre liquido si è arrivati alla conclusione che questa bevanda è stata prodotta per la prima volta proprio in questa città, precisamente ad Aielo de Malferit.

Già nel 1880 tre amici fondarono una fabbrica di liquori in cui iniziarono a produrre la bevanda Nuez de Kola-Coca, con un sapore ed un colore simili a quella che tutti conosciamo.

A differenza della attuale, però, era alcolica. La Nuez de Kola-Coca venne presentata in numerosi eventi tra cui l’Esposizione Universale di Parigi del 1889 ed un concorso nel 1885 a Filadelfia.

Esattamente un anno prima della nascita ufficiale della Coca Cola. Proprio in quell’occasione la ricetta venne copiata.

Queste sono 5 cose interessanti di Valencia. Sono numerose invenzioni valenciane, ma le sorprese non finiscono di certo qui.

Cosa aspettate? Preparate la valigia, affidatevi alla vostra guida italiana e ne scoprirete tante altre mentre visiteremo la città. Rendete unica la vostra vacanza.

scitto da Giulia Rosignoli per Guida italiana Valencia

FONTANA VALENCIA

Le fontane di Valencia

FONTANA VALENCIA

Le fontane di Valencia

Valencia è legata all’acqua sin dalle sue origini. Venne fondata sul letto dell’antico fiume Turia, una grande ricchezza per la città e per la vegetazione circostante. Nonostante la posizione privilegiata, però, il rifornimento di acqua non fu garantito fino a metà del XIX secolo. Lo stretto legame con questo elemento non è mai terminato: in città vi sono tantissime fontane. Sono circa 162 e si trovano ovunque: nei parchi e nei giardini, nelle rotonde, nelle piazze e lungo le strade. Alcune sono dedicate alla natura, altre a personaggi storici o mitologici, ma tutte hanno una propria storia da raccontare. Lungo il Paseo de la Alameda, una tra le strade più significative dal punto di vista storico, ci soffermeremo su alcune di esse.

La Fuente de las 4 estaciones

La Fuente de las 4 estaciones con le sue bellissime statue, figure allegoriche che rappresentano le quattro stagioni, è del 1861. I soggetti raffigurati sono Poseidone, la sua sposa Anfitrite, Acis e Galatea, che sono posti sul primo livello. Sul livello superiore vi sono dei bambini.

L’opera venne collocata accanto Puente del Real per volontà del sindaco Francisco Brotons che desiderava una riproduzione di quella parigina di Place de Terreaux. Realizzata in ferro fuso, fu dipinta di un elegante color avorio e riportata poi al nero con dettagli dorati nel 2009 in seguito al restauro.

la Fuente de los 4 elementos

Sul lato opposto del viale sorge la Fuente de los 4 elementos. Si trova accanto al Puente de Aragón dal 1878, ma era nella piazza del Mercato Centrale già dal 1852. Protagonisti dell’opera stavolta sono i quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco.

Ogni bambino personifica un elemento; vi basterà osservare gli oggetti che tengono in mano per scoprire quello corrispondente. Anche questa è stata riportata dal bianco al proprio colore originale nel restauro del 2009.

La Fuente a la Diosa Flora

La Fuente a la Diosa Flora in marmo bianco di Carrara, venne scolpita a Roma dallo sculture valenciano José Piquer Duart ed occupa la posizione attuale dal marzo del 1864. È la riproduzione di una scultura greca conservata al British Museum di Londra. Flora nella mitologia romana era la dea della primavera, dei fiori e della fioritura. Originariamente la scultura era circondata da numerose piante acquatiche, non più presenti.

la Fuente al Doctor Moliner

Anche la Fuente al Doctor Moliner è in marmo di Carrara. Scolpita nel 1919 da José Capúz Mamano, riproduce l’effigie del medico spagnolo Francisco Moliner Nicolás con accanto due figure allegoriche: la scienza e l’amore materno. Lo scienziato fu docente di patologia medica, ostetricia e patologia e rettore dell’Università di Valencia. Sul sostegno su cui poggia la statua di Moliner è riportata l’iscrizione “Paz y armonía social por el amor y la ciencia. Al Dr. Moliner.” (Pace e armonia sociale per l’amore e la scienza.).

Le fontane da ammirare sono davvero tantissime e per tutti i gusti.

Non perdetevi la Fuente de Las Tres Ninfas, vicino alla Plaza del Ayuntamiento, e la Fuente del Tribunal de las Aguas in Plaza de la Virgen, accanto alla cattedrale. Quest’ultima è un vero e proprio omaggio all’antico fiume Turia. Prenotate una visita con la vostra guida italiana di fiducia, andremo ancora una volta alla scoperta di tesori e aneddoti curiosi, fuori dai grandi circuiti turistici.

Scritto da Giulia Rusignoli per Guida italiana Valencia

casa giudea Valencia

Casa Judia, boom di colori

La Casa Judia, il boom dei colori

Profusione di tinte e originalità, Casa Judia vi aspetta. Amata dagli abitanti e quasi sconosciuta ai turisti che rischiano di perdersela. La sua coloratissima facciata vi sorprenderà. È chiamata anche Casa Egipcia e si trova al numero 20 di Calle Castellón. Sorge in pieno centro della città, molto vicina alla Stazione del Nord. Viene considerata l’edificio più originale di Valencia. È sicuramente di uno dei più singolari e sconosciuti, completamente diversa da tutti gli altri immobili della zona. Non passa assolutamente inosservata la grande esplosione di colori: rosa, verde, giallo e celeste.

Fu costruita negli anni ’30, con il boom dell’Art Déco, dall’architetto spagnolo Juan Francisco Guardiola Martinez. Il suo nome si deve alla stella di David sullo stipite della porta. Non si sa esattamente perché sia stato inserito questo simbolo. Potrebbe esservi un collegamento con l’edificio o essere stata un’iniziativa del progettista. Secondo un’altra ipotesi il suo committente, José Salom, era di origine ebraica.

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